Terlizzi Arcobaleno

Il blog della Sinistra Arcobaleno di Terlizzi

Lettera aperta a Pasquale Vitagliano

Caro Pasquale,
il giorno dell’esito elettorale, quello in cui la cittadinanza terlizzese ha deciso chi avrebbe governato, siamo venuti a stringerti la mano, complimentandoci. Pensavamo e pensiamo ancora che sia possibile riconoscersi reciproca lealtà ed onestà intellettuale. Pensiamo che nonostante la collocazione sulle sponde opposte del fiume della politica locale e nazionale (tu con Silvio Berlusconi, noi con Nichi Vendola), sia possibile confrontarsi ed evitare quell’orrendo clima di “notte dei lunghi coltelli”.
In questa campagna elettorale, noi de La Sinistra l’Arcobaleno, non abbiamo voluto scendere sul terreno delle accuse personali, non abbiamo voluto prendere le storie individuali e trascinarle nel fango del pettegolezzo pubblico. Per questo motivo non abbiamo voluto sottoscrivere il manifesto “Batti 10”  che metteva in piazza le tue giravolte e tuffi carpiati da uno schieramento ad un altro, perché pensiamo che siano un po’ il frutto di una crisi generale della politica, anche a Terlizzi.
In campagna elettorale ci hai stretto la mano. Quando è finita, da sconfitto, hai sbraitato dal palco contro tutto e tutti. Com’è brutta la politica delle apparenze, quelle che Pasolini chiamava piccolo borghesi, secondo cui c’è un tempo del fioretto durante la campagne elettorale per spillare qualche voto e un secondo tempo del machete.
Lamenti il fatto che con la vittoria di Vincenzo Di Tria entrano in Consiglio Comunale “due persone che per i fatti di Fitto stanno subendo un processo per violenza privata, per lesioni e per resistenza a pubblico ufficiale con la contestazione dell’associazione perchè era presente Caruso”. Hai accusato gli elettori terlizzesi di aver esercitato il loro democratico diritto di voto “come se avessero votato in parlamento i no-global”.
Che vergogna Pasquale! Un uomo di giustizia dovrebbe sapere che fino a quando non c’è la condanna nell’ultimo grado di giudizio si è innocenti.
Che bassezze Pasquale! Attribuire reati che non esistono come quello di associazione per cui meriteresti una querela.
Pasquale, s’è fatto giorno, ma tu insegui ancora il buio della notte.
Qualche ragione ce l’hai: siamo colpevoli, lo ammettiamo! Siamo in tanti colpevoli del reato di aver difeso con le donne e gli uomini di Terlizzi la Sanità pubblica e l’Ospedale Sarcone. Siamo colpevoli di aver acceso la notte il fuoco che di giorno viaggiava su un pulmino verso le altre comunità pugliesi che si ribellavano al piano di riordino ospedaliero di Fitto.
Tu dimentichi le donne e la loro disobbedienza civile (Gandhi era considerato dai benpensanti inglesi come un sovversivo), dimentichi gli anziani fermi davanti alle auto blindate del Presidente Fitto, dimentichi le trentamila persone in piazza. Ma forse non dimentichi: più semplicemente ci sono cose che non conosci. E non le conosci perché non c’eri.
Ti sei presentato alle elezione come l’uomo della divina provvidenza, ma davanti all’ospedale di Terlizzi non c’eri, non c’eri ieri e non ci sei oggi, forse perchè i terlizzesi se ne sono ricordati. E ti hanno detto: resta a casa, Pasquale.
Tra quei trentamila del “pride terlizzese” sono sottoprocesso solo in pochi, tra cui Michele De Palma e Tanino Malerba. Ma il processo è a una lotta che ha vinto perché gli autori di quelle scelte hanno perso poi le elezioni. Michele e Tanino saranno assolti insieme a tutta la cittadinanza perché il fatto non sussiste.
Caro Pasquale, non accade spesso nella società individualistica in cui viviamo che una comunità cittadina si riscopra al di là delle collocazioni sociali e culturali insieme a difendere un bene comune come la salute e la sua rappresentazione simbolica: l’ospedale. Troppo spesso in questo inizio di secolo le comunità si scoprono chiuse come fortini e manifestano solo il proprio egoismo violento contro gay, zingari, immigrati e prostitute. Tu lo sai bene avendo deciso di scendere in campo con Berlusconi e i suoi accordi trasversali dalla Lega Nord ad Alleanza Nazionale. Sappiamo già già che risponderai che siamo a Terlizzi e le questioni nazionali non c’entrano, che la tua era una aggregazione civica, ma con le foglie di fico non si coprono le nude verità.
Dal canto nostro, speriamo che le tue parole fossero solo figlie di uno sfogo per la sofferenza dopo la sconfitta elettorale. Michele De Palma e Tanino Malerba saranno in consiglio comunale almeno con la tua stessa legittimità. Nella storia della sinistra e dei comunisti, che tu conosci bene, per distruggere l’avversario lo si trasformava in nemico, lo si delegittimava. Noi non abbiamo voluto praticare lo stalinismo in campagna elettorale perché l’abbiamo abbandonato da tempo, chi ha abiurato spesso non ha fatto i conti fino in fondo coi depositi di quella storia tanto tragica. C’è un bellissimo film che ti consigliamo su questo tema: “Le vite degli altri”. Guardalo con i tuoi e poi magari ci potremo ritrovare a discuterne.
Peccato che stia cominciando così, con i plebiscitari Gesù o Barabba, con le lapidazioni pubbliche. Il compito che ci siamo dati è di cacciare i mercanti dal tempio. Il nostro compito sarà continuare cambiare il governo della città, fare del municipio una casa del popolo terlizzese dove possano trovare ospitalità speranze e inquietudini. Ma per poter fare questo sappiamo che dobbiamo cacciare gli affaristi di professione, perché sia per gli atei che per i cattolici ancora oggi “è più facile che i cammelli passino per la cruna di un ago, che un ricco vada in paradiso”.

Il Coordinamento de La Sinistra L’Arcobaleno

3 Commenti »

  pasquale vitagliano wrote @

Carissimi,
posso considerarvi miei amici, malgrado la lotta politica? Voi a Terlizzi rappresente per la Sinistra, lo dico con grande affetto, l’impossibile, cioè che essa possa ancora rappresentare gli umiliati e offesi e non i ceti tecnocratici. Avete ancora anima, cuore e cervello. Per questo vi sento umanamente vicini.
Ho apprezzato il vostro stile e la vostra umanità, anche se quando parlate del manifesto, incosciamente lo condividete. Avete ragione, la crisi della politica. Quante volte la sinistra ha cambiato nome?
Avete ragione sulle mie parole e se sofferenza hanno provocato me ne dolgo e sono disposto a chiedere scusa.
Ma non andrebbero ricordae le parole dell’odio. Andrebbero conservate anche quelle della conciliazione. I miei comizi sono piene di queste ultime, basterebbe leggerne le registrazioni. La verità è che stata lanciata una cacca all’uomo, secondo la strategia riuscita di sfondare sulla mia persona, cui è stato difficile sottrarsi. Forse avrei dovuto farlo. Ma questo è il senno del poi.
Proprio nel comizio finale, ho detto che io e di Tria siamo migliori di come ci siamo reciprocamente rappresentati. E non sto qui a dirvi le menzogne che sono state dette su di me. Questa è la lotta politica ed io sono un combattente.
Quanto ai fatti dell’Ospedale, li ricordo bene. E ricordo anche il freno subito (non da voi) perché quella fosse una battaglia di popolo e non di parte, anche se in piena onestà.
Il riferimento a quei fatti, nella polemica elettorale, è stato tirato per i capelli dal continuo, ipocrita e non vero riferimento al lancio dei volantini sulla via di Sovereto. Chi mi conosce, e voi mi conoscete, sa che io per strada non butterei nemmeno un fazzolettino di carta. Ad ogni modo, una cosa è vera: che questa campagna elettorale ci ha reso tutto un po’ peggiori.
La speranza è che si possa ritornare a fare politica nel rispetto civile delle proprie distanze e soprattutto delle proprie storie personali. Anche l’accoppiamento Berlusconi-Nichi rispetto al mio ruolo politico è suggestivo. Il duello non è questo, anche perché, dal mio punto di vista il PD è molto berlusconiano. Ma di questo, di Cittàcivile e di altro mi piacerebbe parlare guardandovi negli occhi.
Un saluto affettuoso a tutti voi. Ed un abbraccio particolare a Giuseppe, a Roberto e ad un vostro compagno che porta sempre un cappellino, mi sembra una persona buonissima. Buon lavoro.

Pasquale Vitagliano

  eleonora wrote @

Caro Pasquale, mi fa piacere sapere che ci sei anche tu tra i nostri lettori.
Abbiamo però parecchi elementi su cui non concordiamo, ma questo è ormai notorio.
Vedi, Pasquale, non serve avere toni della temperanza e della conciliazione se nelle parole che si dicono si infilano comunque lame taglienti e veleni.
Sono una nonviolenta pacifista convinta, e credo che davvero la lingua, se usata male, è un’arma impropria come tante altre.
Scusarsi è sinonimo di ammettere l’errore, il che è segno di umiltà, te ne riconosco il merito.
Ma in consiglio comunale ci aspettano discussioni ben più serie che queste, e mi auguro che la tua velata, vellutata, sorridente acrimonia non si sieda con noi tra i banchi a discutere dei beni comuni della città.
Abbiamo bisogno di altro, di interloquire e fare politiche serie, lungimiranti, assennate. E pacifiche, volte a dialoghi sereni, amichevoli e onesti, densi di sincerità.
Michele e Tanino sono due compagni capaci di tali comportamenti.
Stupiscimi, dimostrami che lo sei anche tu.

  libero63 wrote @

per fortuna che c’è gente al mondo che ha buona memoria, per fortuna che c’è chi ha ancora buon fiuto tanto da riconoscere il lupo con la pelle d’agnello. Quelle sono persone che nel loro corso di vita hanno percorso strade utili ai progetti personali e non al sentire di profondi ideali . Quel che ne rimane è sotto gli occhi di tutti…
Grazie Sinistra ARCOBALENO e grazie Eleonora per aver dato una voce pacata a tutti! condivido, anzi lo ritengo necessario, l’invito di rimanere a casa e nel frattempo rileggersi la poesia da cui è trtta la frase” s’è fatto giorno”


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